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Con un tesi sulle nuove frontiere del marketing, prima laurea on line alla Biblioteca Carducci di Città di Castello. Tofanelli: "Già tante altre richieste", Giulio Verini, laureando: "Un'emozione forte dopo mesi di didattica t
tesi
25.03.2021 -

 

 

Parla delle ultime frontiere del marketing, la prima tesi discussa on line nella Biblioteca Carducci di Città di Castello. L’autore è il tifernate Giulio Verini, che da questa mattina, giovedì 25 marzo 2021, è dottore magistrale in Marketing e Mercati Globali all’Università Bicocca di Milano con la tesi dettaglio  “Realtà Aumentata e Virtuale. Nuovi strumenti immersivi per l’esperienza del consumatore nel settore Fashion”, che ha presentato alla Commissione nella Sala Conferenze della Biblioteca. Ad assistere alla discussione sono stati dieci selezionati parenti e congiunti, tanti quanti il protocollo di sicurezza della Biblioteca ne ammette per questa nuova modalità, inaugurata proprio da Giulio Verini “ma che sta registrando già tante altre domande anche da parte di studenti dell’Università di Perugia” spiega Vincenzo Tofanelli, assessore tifernate alla Cultura, che sottolinea come alla base dell’iniziativa “ci sia un pronunciamento quasi unanime del consiglio comunale; l’Amministrazione ha immediatamente raccolto la proposta di Giorgio Baglioni, capogruppo della Lega, integrata da Letizia Guerri, consigliere del PD, e Gaetano Zucchini, capogruppo dei Democratici per Città di Castello, affinchè, anche in tempi di didattica a distanza e distanzamento sociale, l’esperienza della laurea rimanga un momento solenne, emozionante e ricompensi i giovani dell’impegno profuso nella propria crescita personale”.

Genitori, sorella, congiunti e tanta emozione per Giulio Verini, impegnato fin dalla mattina per le prove generali di collegamento: “Ho colto subito questa opportunità poiché trasmette una certa ufficialità al traguardo e anche un poco di normalità e di partecipazione. Discutendo la tesi in un ambiente prestigioso quale è quello della biblioteca è anche un modo per coinvolgere in maniera più ufficiale i nostri genitori che ci hanno sostenuto in questa esperienza universitaria; credo che sia una gratificazione anche per loro. Laurearsi a pochi passi dalla tabaccheria di mio padre, mia madre, dei miei nonni Vinicio e Luigina e prima ancora dei miei bisnonni, è stata una pura casualità del destino. Comunque non toglie un certo fascino poiché se valuto, l’impegno più significativo della mia famiglia si è sempre svolto in nel rione S. Giacomo di Città di Castello”. Quanto alla tesi : “L’obiettivo del mio elaborato è stato quello di capire l’importanza dei nuovi metodi di interazione e comunicazione tra aziende e clienti, soffermandomi in particolare sul coinvolgimento emotivo ed immersivo che ne deriva dal loro utilizzo nel settore del fashion. Ho sottoposto un’intervista ad un brand italiano di moda molto all’avanguardia e molto apprezzato nel settore, Sunnei fondato a Milano nel 2014 e che negli ultimi mesi ha lanciato un progetto in Realtà Virtuale. Lavorare alla tesi in questo periodo è stato difficile ma ci siamo adeguati non perdendo mai di vista la determinazione e l’impegno. Fortunatamente al giorno d’oggi, grazie ai potenti mezzi di comunicazione si riesce a far fronte alle distanze”. E da domani: “Devo metabolizzare il tutto e ora vediamo le occasioni che si presentano e spero di trovare la posizione giusta che mi permetta di mettere in mostra le competenze acquisite durante il percorso di studi”.

 

Scheda Biblioteca Carducci

 

Anche Monica Bellucci, la popolare attrice originaria di Città di Castello, ha voluto visitarla a pochi giorni dall’inaugurazione, nel marzo del 2019.  La Biblioteca Carducci è ospitata a Palazzo Vitelli a San Giacomo, una delle 4 dimore nobili che la signoria rinascimentale dei Vitelli hanno lasciato alla città e che nel corso del tempo ha mutato funzione, ospitando dalla Caserma dei carabinieri alla palestra del liceo classico Plinio il Giovane che Monica Bellucci ha frequentato da studentessa. Costruito da Vitello Vitelli nei primi decenni del XVI secolo, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita la moglie Angela Rossi di San Secondo parmense. L’edificio, nelle cui linee architettoniche si riscontra l’influenza dei coevi palazzi fiorentini, divenne modello per altre residenze signorili cittadine. Dal cortile interno, formato da otto colonne che reggono gli archi della loggia, attraverso un’elegante scalinata si sale al piano nobile, dove pregevoli soffitti a cassettoni impreziosiscono molte delle sale. I restauri hanno restituito affreschi di notevole bellezza, raffiguranti scene mitologiche e paesaggi. Come sede della Biblioteca Carducci custodisce attualmente oltre 100mila volumi, incluso un ricco fondo antico.

 

 


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