Un museo del tartufo, per raccontare la storia secolare della “cerca e cavatura” da qualche anno patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. A Città di Castello dove da ottobre a dicembre nasce una trifola su tre in Italia, dove oltre 1.500 cavatori, “tartufai”, uomini e donne di tutte le età con più di tremila cani al seguito, sono il simbolo vivente e vincente di un’attività leggendaria c’è un piccolo museo che nasce alla passione di Saverio Bianconi, 72 anni, un pezzo di storia del settore che ruota attorno al prezioso frutto della terra umbra. Una sala della residenza e laboratorio nella quale Bianconi ha raccolto oltre 200 pezzi, compresi rari testi scritti, che riassumono l'universo del tartufo e dei tartufai. Un museo didattico, che contiene le spiegazioni sui vari tipi di tartufo, sui luoghi nei quali nasce e anche gli oggetti che ruotano attorno al prezioso tubero: i vanghini per la raccolta e le bilance di precisione per pesarlo. E poi la bicicletta del cavatore, la bisaccia ed altri introvabili attrezzi del mestiere che nel tempo hanno consentito di scrivere pagine di storia quotidiana legate alla cerca e cavatura del “re” de bosco. Il museo ha inizio con il ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo in un erbario del 1500 del “Mattioli”, da quel momento ciò che era solamente un' idea diventa realtà e una piccola stanza dell'azienda si riempie di oggetti, libri e curiosità legati al mondo del tartufo, un prodotto ancora avvolto da un alone di mistero. Ogni cosa nella stanza esprime l'amore e la passione di un uomo per la sua terra, perchè solo chi ama veramente un luogo ha il piacere di condividerlo con altri. “C’è il mio primo vanghino – precisa con orgoglio Saverio Bianconi – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale.” E poi una affettatrice da primato, la più grande del mondo, che Bianconi ha scovato quasi per caso in uno dei tanti mercatini sparsi in tutta Italia. “Nella vicina Sansepolcro, mi sono imbattuto in un oggetto grande a forma dico di “affetta tartufi' che ho acquistato e poi abbiamo usato per qualche dimostrazione”. Il museo è uno scrigno di saperi e oggetti curiosi come un tartufo che è nato dentro una chiocciolina ed un altro ancora dentro un ramo secco. Una curiosità dopo l’altra come un paio di occhialini che durante lo scavo del tartufo sono emersi dal terreno sopra lama dove era caduto un aereo tedesco della prima guerra del ‘44. E poi ancora libri e scritti inediti come la prima monografia sul tartufo del Vittadini. “Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente ed ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo”, conclude Bianconi. Pezzi unici e pagine ingiallite dalla storia che saranno in parte in mostra alla 46esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, dal 31 ottobre al 1 novembre e poi il 7 e 8 ed il 14 e 15 Novembre all’insegna di tante novità. Sabato 31 ottobre alle ore 16,30 inaugurazione alla presenza del sindaco di Alba, Alberto Gatto, per consolidare il rapporto di amicizia e sinergia fra altotevere e Umbria con il Piemonte, i territori della “trifola”, eccellenze nazionali: un vero e proprio abbraccio simbolico fra “trifolau” e “cavatori”. “Tre fine settimana di novembre al profumo di tartufo con il mercato del bianco pregiato, il villaggio dei sapori, le eccellenze del territorio, la cucina tipica e gli showcooking, experience ed eventi per grandi e piccoli”, precisano il sindaco Luca Secondi, l’assessore al commercio e turismo, Letizia Guerri ed il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari nel ringraziare Saverio Bianconi per la passione e la tenacia con cui ha costruito un museo che racconta il territorio, la sua storia, le tradizioni e le leggende. Per tutte le informazioni sul Salone del Tartufo Bianco Pregiato è possibile consultare il sito web della manifestazione (https://biancopregiato.it/), i portali istituzionali del Comune di Città di Castello (https://www.comune.cittadicastello.pg.it/) e di Città di Castello Turismo (https://www.cittadicastelloturismo.it/), insieme ai canali social collegati all’evento: tel. 075- 8529254 – 8554922.
Un museo del tartufo, per raccontare la storia secolare della “cerca e cavatura”, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco
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Data:
21 Ottobre 26
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