“Il servizio di ristorazione scolastica del Comune di Città di Castello è sottoposto a un sistema monitoraggio e di partecipazione che coinvolge le famiglie, le scuole e tutti i soggetti istituzionali deputati ai controlli. Un sistema che opera costantemente nel corso dell’anno scolastico e che affronta puntualmente ogni criticità che si possa manifestare per quanto riguarda i menù e il servizio, con gli aggiustamenti opportuni che faremo anche quest’anno nel periodo autunnale e invernale, dopo essere già intervenuti per migliorare il servizio con l’attivazione del terzo punto comunale di cottura situato nella scuola dell'infanzia Montedoro. Il baricentro di questa organizzazione è il Nucleo di Valutazione, un organismo di 49 membri, composto dai rappresentanti di plesso delle dirigenze scolastiche, ovvero da un referente per ogni plesso scelto fra il personale docente che segue le dinamiche relative alla mensa, dai rappresentanti dei genitori, dalle dirigenze scolastiche, dalle aziende esecutrici dei contratti e, ovviamente, dall'amministrazione comunale, dall’Usl Umbria 1 e dall'azienda che si occupa del servizio di controllo e qualità. Il Nucleo di Valutazione si riunisce mediamente tre volte l'anno a partire dal mese di ottobre per verificare i menù e insieme alle aziende e all'Ufficio Scuola opera per adeguare costantemente il servizio sulla base dei principi di educazione e sicurezza alimentare, ma anche dell'ascolto diretto dei fabbisogni di chi costantemente è utente del servizio. Al Nucleo di Valutazione si affianca il lavoro dell’azienda incaricata del servizio di controllo e qualità, che realizza una media di 65 audit a sorpresa all'anno nei nostri plessi scolastici. In ultimo, c’è lo strumento di controllo importante rappresentato dalla possibilità per i referenti dei genitori di effettuare assaggi a sorpresa all'interno delle mense e di redigere delle schede di valutazione da inoltrare al servizio di ristorazione scolastica”. E’ il quadro che l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri ha tracciato in consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione del capogruppo della Lega Valerio Mancini sulla situazione del servizio di refezione scolastica del Comune di Città di Castello. Nel dettagliare la cornice normativa di riferimento del servizio, l’esponente della minoranza aveva riferito in aula che “nel corso degli ultimi mesi, alcuni genitori di alunni delle scuole dell'infanzia e primarie del territorio comunale pare abbiano segnalato, anche per vie brevi, ripetute e diffuse criticità riguardanti la qualità, la varietà e la quantità dei pasti serviti all'interno delle mense scolastiche”. “Le lamentele e le segnalazioni riguarderebbero in particolar modo la scarsa appetibilità dei pasti, con preparazioni non gradite ai bambini, le porzioni giudicate a volte insufficienti rispetto ai fabbisogni calorici dell'età scolare e casi di cibo somministrato a temperature non adeguate, pasti freddi o tiepidi, a causa di criticità nella catena di trasporto dal centro di cottura ai singoli plessi”, aveva fatto presente Mancini, rimarcando anche che “risulta fondamentale verificare la piena conformità delle materie prime utilizzate rispetto ai rigidi standard merceologici previsti dal capitolato speciale di appalto, al fine, in ipotesi, di escludere categoricamente l'impiego di derrate di qualità inferiore o non rispondenti a criteri di filiera richiesti”. Il capogruppo della Lega, pertanto, aveva chiesto se l’amministrazione comunale avesse preso provvedimenti a seguito delle segnalazioni, se fosse stato somministrato un questionario di gradimento alle famiglie negli ultimi sei mesi e gli esiti del sondaggio, ma anche quali controlli siano stati eseguiti negli ultimi due anni e quali eventuali penali siano state applicate. L’assessore Guerri ha fatto il punto sugli esiti del monitoraggio del servizio di ristorazione eseguito nell’ultimo triennio. “Nell’anno scolastico '23-'24 – ha spiegato - sono stati inviati al servizio mensa 23 questionari. Di questi, 20 con esito positivo, 3 con esito negativo. Nel '24-'25, le schede di valutazione sono state 20, 19 positive e 1 negativa. Nel '25-'26, le schede sono state 15, 10 positive, 5 negative. Nel '26-'27 è arrivata di già una scheda, positiva peraltro”. “Nel '25-'26, proprio a seguito delle 5 schede negative che erano arrivate, ci siamo da subito attivati per capire il perché. Il motivo, che è stato poi svelato anche nella successiva riunione del Nucleo di Valutazione, era relativo a una pietanza servita nel menù, polpette di ceci, che non era di gradimento dei bambini. Sulla base di questa ricognizione abbiamo aggiustato il menù e nel menù invernale che partirà dopo il prossimo Nucleo di Valutazione le polpette di ceci non ci saranno. Stesso aggiustamento è stato fatto per la ‘giornata verde’ del giovedì, nella quale veniva somministrato un menù a base di verdure che, però, ci siamo accorti non essere di gradimento dei bambini. Anche in questo caso abbiamo aggiustato il tiro, riformulando il menù per il periodo autunno-inverno e venendo incontro alle esigenze dei nostri piccoli utenti. In entrambi i casi, comunque, le quantità di legumi e verdure sono state ribilanciate nel menù nel rispetto delle disposizioni delle linee guida regionali e dei principi di educazione alimentare”. Guerri ha, quindi, toccato il tema delle temperature e delle porzioni dei pasti. “Noi serviamo circa 1.700 bambini del comune di Città di Castello, ma i nostri punti cottura soddisfano anche gli utenti dei comuni di San Giustino e Citerna nell’ambito della gara di appalto comprensoriale che abbiamo condiviso con queste amministrazioni per erogare il servizio di ristorazione scolastica. Rispetto alla criticità rilevata nei plessi più lontani – ha puntualizzato l’assessore - l’attivazione piena da quest'anno scolastico del terzo punto cottura nella scuola dell'infanzia Montedoro permetterà la necessaria diluizione della produzione delle portate”. “Sulle quantità – ha proseguito Guerri - proprio il Nucleo di Valutazione ci aveva sollevato fin da inizio mandato il fatto che i bambini della prima elementare avessero le stesse porzioni dei bambini di quinta, con un fabbisogno che ovviamente può essere differente. Da subito, già due anni fa, abbiamo segnalato questa criticità ad ANCI per le osservazioni da far pervenire all’Usl Umbria 1, perché ovviamente le quantità sono disciplinate dall’azienda sanitaria, che le ha peraltro riaggiustate nelle recenti linee guida. Per cui ecco, il sistema di monitoraggio e di partecipazione costante cerca di far fronte alle criticità laddove si manifestano”. L’assessore ha, infine, riferito che “dietro le segnalazioni pervenute all'Ufficio Scuola nella maniera conforme, che non è per le vie brevi, ma con una comunicazione via mail, una documentazione cartacea, sono sempre stati avviati i controlli. Quando i controlli hanno avuto esito positivo, il Comune, sulla base del contratto che regola il servizio, si è mosso con le penali laddove sono state necessarie”. Il consigliere Mancini ha preso atto delle informazioni ricevute, eccependo: “Non capisco perché i pasti dei punti cottura di Città di Castello debbano arrivare addirittura a San Giustino e a Citerna. Non sono a conoscenza del fatto che ci sia la necessità di fare una gara comprensoriale, ma io penso che ogni Comune dovrebbe pensare alle sue scuole. Invito in questo scampolo di anno scolastico a poter pensare in maniera più accurata all'alimentazione, alle temperature, alla puntualità delle mense scolastiche del comune di Città di Castello”.
L’assessore Guerri risponde a Mancini (Lega) sulla ristorazione scolastica: “Il servizio comunale è sottoposto a un sistema monitoraggio e di partecipazione che opera costantemente nel corso dell’anno scolastico e che affronta puntualmente ogni criticità”
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Data:
14 Ottobre 26
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