Nel luogo che da mezzo secolo a Città di Castello è simbolo della cura per la maternità e per l’infanzia ci saranno ancora tante pagine da scrivere. L’inaugurazione del rinnovato nido Alice Hallgarten Franchetti ha tracciato stamattina la linea di demarcazione tra un passato importante, fatto di esperienze innovative ed eccellenze, e un futuro nel quale spazi moderni, sicuri e improntati a un’idea evoluta degli ambienti educativi, accompagneranno i servizi di eccellenza per le famiglie che l’amministrazione comunale tifernate ha sempre messo al primo posto e ha garantito con il valore aggiunto di una gestione interamente pubblica. Una scelta di campo che significa qualità e capacità di rispondere alle esigenze dei genitori e dei figli. Anche grazie alla riapertura del nido Franchetti, che ha portato in dote 11 posti in più, il Comune è riuscito a soddisfare per l’anno educativo 2026-2027 il 94 per cento delle nuove richieste di iscrizione, ovvero 122 su 130. Un traguardo da record, giunto al culmine di un percorso di costante crescita dal 70 per cento del 2024 al 78 per cento del 2025, che è stato sottolineato con grande soddisfazione prima del taglio del nastro dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri, che hanno salutato i tantissimi partecipanti all’appuntamento, tra cui numerose famiglie, insieme al vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, agli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, alla consigliera regionale Letizia Michelini, al consigliere provinciale Gianluca Moscioni e ai consiglieri comunali Loriana Grasselli e Luigi Gennari. “Qui c’è la storia della città che continua a vivere – hanno dichiarato Secondi e Guerri – questo nido racconta tanto e bene il legame sociale e culturale di un territorio con il tema dell’educazione e della formazione, è un simbolo della storia dell’offerta educativa nella nostra comunità che ha accolto generazioni di tifernati, per cui il suo recupero non è solo un investimento nella riqualificazione di un immobile, ma è un recupero di identità per tutti noi”. “Le importanti risorse che abbiamo dedicato a questo intervento, non solo dal punto di vista strutturale, ma anche della riprogettazione degli ambienti in chiave educativa per dare centralità al percorso di formazione dei nostri bambini, testimoniano l’attenzione per l’edilizia e i servizi scolastici della nostra amministrazione, che ha sempre messo al primo posto gli investimenti rivolti alle nuove generazioni come tassello fondamentale per la costruzione del futuro della comunità tifernate”, hanno evidenziato sindaco e assessore. In questo contesto Secondi e Guerri hanno rivendicato con orgoglio “la scelta politica di continuare a garantire la gestione pubblica dei nidi comunali, con la convinzione che sia un dovere assicurare questa opportunità a tutti, garantendo non solo servizi di qualità, ma anche la disponibilità di posti necessaria: è una grande soddisfazione, quindi, che, anche grazie alla riapertura del nido Franchetti e del Fiocco di Neve a Trestina che inaugureremo prossimamente, sia stato possibile arrivare a soddisfare il 94 per cento delle domande delle famiglie. Un dato record, non solo su scala regionale, ma su scala nazionale”. La consigliera regionale Michelini si è unita alla soddisfazione degli amministratori, rimarcando l’importanza della restituzione alla città di “un luogo storico, custode dei valori e dei principi che figure importanti come i baroni Franchetti ci hanno lasciato in eredità”. “Far rivivere questi spazi attraverso un servizio dedicato all’infanzia – ha continuato Michelini - significa unire la storia di questa comunità al suo futuro. È la direzione nella quale, come Regione Umbria, abbiamo iniziato a lavorare in sinergia con i Comuni, investendo sui servizi educativi, sostenendo la genitorialità e aiutando le famiglie nella conciliazione tra vita e lavoro. In questo quadro si inserisce l’intervento regionale per aumentare i posti negli asili nido, realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus e al lavoro dell’assessorato guidato da Fabio Barcaioli. Una misura che sta ampliando concretamente l’offerta e che i Comuni, come ha fatto Città di Castello, hanno saputo cogliere, traducendo programmazione e risorse regionali in maggiori servizi e opportunità per i bambini e le loro famiglie”. Alla presenza dei dirigenti ai Lavori Pubblici al Patrimonio e alle infrastrutture, Lucio Baldacci, e all’Istruzione, Giuliana Zerbato, con la responsabile dell’Ufficio Nidi e Coordinamento Pedagogico Benedetta Vitaloni, Secondi e Guerri hanno sottolineato, dopo la benedizione di don Filippo Chiarioni, la riconoscenza per la professionalità e la dedizione dell’Ufficio Tecnico, dell’Ufficio Nidi, dell’Ufficio Scuola, dell'Ufficio Unico Gare e di tutto il personale comunale coinvolto nella progettazione, nell’affidamento e nell’esecuzione dei lavori, nella realizzazione degli ambienti educativi, ringraziando per la qualità del proprio lavoro, la competenza e la passione le educatrici d’infanzia del servizio, le addette alla cucina e ai servizi di ausiliarato della cooperativa il Poliedro, rappresentata dalla presidente Alessandra Garavani. Un particolare ringraziamento è stato inoltre riservato al raggruppamento temporaneo di professionisti che ha curato la progettazione e alle imprese che hanno lavorato nel cantiere. Oltre alla rappresentanza dei “vicini di casa” del nido”, Carabinieri e Farmacie Tifernati, sindaco e assessore hanno salutato insieme alle autorità civili e militari presenti, anche la nutrita rappresentanza di ex educatrici del nido Franchetti, in pensione e non, che hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione, tra tanti ricordi ed emozioni ancora forti. Tra loro, la veterana del servizio, Edda Marinelli, che fu tra la prime educatrici a lavorare al nido Franchetti quando ancora si chiamava “Omni, casa della madre e del bambino” e per quarant’anni ha vissuto tutta l’evoluzione pedagogica dell’educazione dei bambini che ha avuto sempre nel nido di via Vittorio Emanuele Orlando un’assoluta eccellenza. Insieme alle autorità presenti e ai familiari che l’hanno accompagnata, Edda ha visitato i gli ambienti rinnovati dello stabile, tra i tanti ricordi che affioravano da foto, attrezzature d’un tempo, cimeli e testimonianze storiche esposte lungo i percorsi e nelle aule che hanno riportato molti a un passato indimenticabile per la comunità di Città di Castello.
L'inaugurazione del nido d’infanzia Alice Hallgarten Franchetti rappresenta il traguardo di un percorso di recupero e valorizzazione dell’immobile molto rilevante dal punto di vista delle lavorazioni eseguite, sul quale il Comune di Città di Castello ha investito complessivamente oltre 1 milione e 500 mila euro, cofinanziando con circa 350.000 euro le risorse assegnate dal PNRR. L’intervento è stato articolato in due macro-fasi. La prima fase, quella legata al PNRR, che è stata finanziata complessivamente con 1.259.161,77 euro (di cui 87.088,96 euro cofinanziati dal Comune), ha riguardato principalmente interventi di miglioramento sismico quali la demolizione della copertura esistente e la realizzazione di una nuova copertura con travi in acciaio e pannelli sandwich; la demolizione del solaio di sottotetto e realizzazione di un nuovo solaio in acciaio, tavelloni e soletta in cemento armato; la realizzazione di un nuovo cordolo perimetrale in cemento armato da cui aggetta il nuovo sporto di gronda in cemento armato e sono state collegate le nuove travi in acciaio di copertura; il consolidamento dei solai di piano rialzato e piano primo; la realizzazione di graticcio composto da travi in acciaio; la demolizione completa del solaio del porticato sul retro al fine di consentire il passaggio della nuova scala antincendio e la realizzazione di un nuovo solaio che in acciaio, con tavelloni e soletta in cemento armato, per aprire gli opportuni camminamenti per entrare ed uscire dal fabbricato al primo piano; consolidamento dei balconi esistenti; la chiusura delle aperture sui solai esistenti attraverso la realizzazione di nuovo solaio in acciaio e tavelloni; la realizzazione di nuova linea vita in copertura con accesso attraverso nuovo lucernario; il montaggio di nuova scala antincendio in acciaio che permetterà l'uscita in sicurezza della popolazione scolastica dal piano primo; l’abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione di una nuova piattaforma elevatrice. La seconda fase di completamento, sulla quale il Comune ha investito 242.703,30 euro (di cui 168.828,11 euro interamente con le proprie casse), ha riguardato lavori e allestimenti volti a rendere la struttura completamente funzionale, inclusi gli spazi esterni e la fornitura di nuovi arredi. Gli interventi si sono concentrati sulla sostituzione integrale infissi esterni e delle tapparelle (per un importo di 111.907,72 euro; sulla sistemazione dell'area verde e degli spazi esterni (37.929,57 euro); sulla sostituzione dei cancelli e il ripristino degli elementi metallici esterni (18.990,82 euro); sulla messa a punto generale dei dispositivi elettrici presenti; sull’allestimento degli arredi interni (65.075,19 euro) ed esterni (8.800 euro) grazie al finanziamento del Programma Operativo Complementare (POC) del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
La ristrutturazione del nido d'infanzia Alice Hallgarten Franchetti ha permesso di mettere a disposizione delle famiglie residenti a Città di Castello 11 posti in più. L’aumento della capienza ha accorciato le liste di attesa delle graduatorie comunali e ha offerto una risposta più ampia all’utenza. Ha premesso, inoltre, di accedere al bando regionale per l’“Ampliamento dell’offerta di posti all’interno dei servizi di nido/micronido rivolti alle bambine e ai bambini fino a tre anni di età. Anni educativi 2026/2027 e 2027/2028”, che prevede un contributo a beneficio delle famiglie utenti. Il servizio, dove l’attività è ripartita a inizio settembre in linea con il calendario dell’anno educativo 2026-2027, ospita attualmente 36 bambini da 3 a 36 mesi, alcuni provenienti dalla sede provvisoria del nido d'infanzia Kennedy. La riprogettazione educativa degli spazi è stata pensata valorizzando l'idea che l'ambiente è agente attivo, che educa, comunica e orienta l'apprendimento di un bambino competente, costruttore attivo della conoscenza di sé e del mondo. Gli spazi sono stati intesi, pertanto, come luoghi di ricerca e scoperta. La rivisitazione degli spazi ha permesso una nuova dislocazione delle attività sui tre livelli in cui si sviluppa l’edificio: il piano seminterrato è stato dedicato ai servizi e alle attività degli adulti, con l’allestimento di una cucina, di una lavanderia, di uno spogliatoio, di servizi igienici e di una sala riunioni; a piano terra si trovano gli spazi dedicati alle routine del quotidiano dei bambini (accoglienza, colazione, gioco, igiene, pranzo, riposo), mentre l'intero piano primo ospita atelier permanenti: l'atelier minipolativo-costruttivo, delle esperienze sporchevoli, l’atelier narrativo-simbolico, della psicomotricità, luoghi di invenzione e scoperta in cui il bambino può liberamente sperimentare possibilità espressive molteplici, sviluppare il pensiero creativo, favorire l'apprendimento. Nello stabile è stato ricavato anche l'angolo del thè, per il momento dell’incontro con i genitori, e una stanza dedicata all'allattamento, più intima e raccolta. Spazi che possano suscitare, dunque, curiosità e stupore, ma offrire anche ascolto, incontro e relazione.
La storia. La scritta restaurata posta sulla facciata dell'edificio, “Omni, casa della madre e del bambino” riporta alla mente la storia del nido d’infanzia Alice Hallgarten Franchetti. Inaugurato dall’amministrazione comunale esattamente 47 anni fa, nel 1979, la storia del servizio è ben più antica. Edificata a partire dal 1951 e conclusa nel 1954 e riconosciuto immobile di valore culturale ai sensi del decreto legislativo 42 del 22/01/2004 con decreto numero 146 del 30/09/2022, la struttura, infatti, è stata sede del Comitato di Patronato dell'O.N.M.I., l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia istituita con la legge n.2277 del 10/12/1925 fondata a Roma con funzioni di direzione, vigilanza e controllo. L’organizzazione dell’epoca prevedeva le Federazioni Provinciali (corrispondenti ai capoluoghi di Provincia), con compiti esecutivi, e i Comitati di Patronato, con funzioni assistenziali, in cui il sindaco era il presidente di diritto. Le case delle madri e dei bambini erano servizi polifunzionali che a livello territoriale assolvevano all'assistenza alle donne bisognose durante la gestazione, il puerperio e l'allattamento, anche attraverso un servizio di mensa. Tra i compiti, c’era la profilassi sanitaria delle donne e dei bambini in età prescolare e scolare che si trovavano in stato di abbandono materiale e morale e per "i minori fisicamente e psichicamente anormali, ricuperabili", come si legge nel documento del servizio stampa dell'OMNI che raccoglie le norme contenute nel regolamento dell'istituzione dell'O.M.N.I. adottato co R.D. n.718/1926 e nel T.U. delle leggi sulla protezione della maternità e dell'infanzia del 24.12.1934. Oltre al consultorio materno, pediatrico, medico psico-pedagogico, l'ufficio di assistenza sociale, c'è anche l'asilo nido: "...[sono ammessi i bambini sani fino al terzo anno di età le cui madri risulti occupata fuori di casa ed impossibilitata ad accudire il bambino...la permanenza nell'asilo nido dei piccoli ospiti va dalle 7.30 alle 18,30. Sono particolarmente curate l'igiene personale, l'alimentazione, l'assistenza pedagogica, la profilassi delle malattie infettive e di minorazioni fisiche infrequenti". Sarà la legge n.860/1950 che contribuirà a dare notevole impulso alla diffusione dei nidi a cura delll'O.N.M.I; la stessa legge prevedeva l'istituzione da parte di O.N.M.I di nidi aziendali per le imprese con impiego di almeno 30 donne di età inferiore ai 50 anni, ubicati in luoghi convenienti alle lavoratrici madri. Si legge addirittura una motivazione scientifica, per cui "recenti studi psicologici hanno dimostrato l'utilità dell'inserimento del bambino, sino alla più tenera età, nella vita di gruppo". L’O.N.M.I ha cessato di esistere con la Legge 23 dicembre 1975, n. 698. Le funzioni amministrative relative agli asili nido e ai consultori comunali furono all’epoca attribuite ai Comuni. Nacque così, nel 1979, l'asilo nido comunale "A.H.Franchetti", in onore al grande contributo che la baronessa diede alla nascita delle scuole rurali a Città di Castello e alla divulgazione del metodo scientifico di Maria Montessori.