Città di Castello protagonista nella presentazione del romanzo “Grifoni d’Europa”       

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07 Maggio 26

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Si è svolta nella sala “Rossi-Monti” della biblioteca comunale la presentazione del romanzo “Grifoni d’Europa”, firmato da Alessandra Oddi Baglioni e Nicoletta Manetti, un’opera che intreccia storia, memoria familiare e invenzione narrativa, attraversando alcuni momenti cruciali dell’Italia postunitaria. L’incontro, aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura Michela Botteghi e coordinato dal giornalista Massimo Zangarelli ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’amministrazione comunale, del mondo culturale locale e di numerosi cittadini. In platea anche amministratori del territorio, tra cui il sindaco di Citerna Enea Paladino, a conferma dell’interesse suscitato da un libro che restituisce centralità all’Umbria e, in particolare, all’Alta Valle del Tevere. Nel corso della presentazione è emerso con forza il legame dell’opera con Città di Castello, che è stato sottolineato con particolare interesse dall’assessore Botteghi, soprattutto a proposito della vicenda storica dei baroni Alice e Leopoldo Franchetti e degli spunti biografici inediti riportati nel libro. L’autrice ha ricordato come parte del lavoro di ricerca sia nata proprio dalla consultazione di biblioteche e archivi del territorio, luoghi preziosi per riportare alla luce vicende, personaggi e documenti capaci di raccontare una stagione fondamentale della storia locale e nazionale. Al centro del dialogo anche la figura di Leopoldo Franchetti, profondamente legata a Città di Castello e all’Alta Valle del Tevere. Riformatore, uomo politico e protagonista della vita pubblica italiana, Franchetti viene raccontato non solo nella sua dimensione istituzionale, ma anche attraverso aspetti meno noti della sua personalità e della sua vicenda umana. Particolare attenzione è stata dedicata al suo impegno per l’istruzione e per il riscatto delle popolazioni rurali: insieme alla moglie Alice, nella Villa della Montesca, contribuì alla nascita di una delle prime esperienze scolastiche montessoriane, destinata ai figli dei contadini del territorio. Nel suo testamento volle inoltre ridividere i propri possedimenti agricoli tra i coloni, lasciando un segno concreto e duraturo nella storia sociale dell’Alta Valle del Tevere. Accanto a Franchetti è stata ricordata anche la figura di Antonio Gnoni, primo sindaco di Città di Castello, che ebbe un ruolo importante nel progetto della ferrovia destinata a collegare la nuova capitale Firenze con Roma, passando attraverso l’Alta Valle del Tevere. Un progetto ambizioso, pensato per inserire pienamente il territorio nei processi di modernizzazione dell’Italia postunitaria, ma rimasto purtroppo incompiuto, con conseguenze che si avvertono ancora oggi. “Grifoni d’Europa” racconta l’Italia che cambia a partire dal 1865, anno in cui Firenze diventa capitale, e segue il destino di famiglie, territori e personaggi coinvolti nei grandi processi politici, economici e sociali dell’epoca. Il romanzo mette insieme la precisione della ricerca storica e la forza della narrazione, dando spazio anche alle figure femminili, spesso decisive ma poco riconosciute nella memoria ufficiale. La presentazione ha offerto così l’occasione per rileggere il ruolo di Città di Castello e dell’Umbria nella storia nazionale, restituendo al territorio una posizione attiva nei grandi cambiamenti dell’Italia moderna.

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