L’assessore Mariangeli risponde ad Arcaleni (Castello Cambia): “La sostituzione dei cestini per i rifiuti nel centro storico è stata eseguita da Sogepu nell’ambito della gestione ordinaria del servizio e non ha comportato alcun costo aggiuntivo”

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14 Aprile 26

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“La sostituzione dei cestini per i rifiuti nel centro storico di Città di Castello è stata eseguita da Sogepu nell’ambito della gestione ordinaria del servizio e non ha comportato alcun costo aggiuntivo. L’intervento ha riguardato 30 postazioni, nelle quali i tre contenitori per la raccolta differenziata presenti sono stati cambiati con cestini monoblocco per il rifiuto residuo non recuperabile, già disponibili in magazzino come dotazione ordinaria destinata alle normali attività di gestione dell'arredo urbano. I lavori di smontaggio, installazione e fissaggio sono stati eseguiti direttamente dal personale dell’azienda addetto alla manutenzione, senza generare costi aggiuntivi di manodopera esterna. La motivazione principale di tale scelta, avvenuta a cinque anni dalla loro installazione in occasione di un intervento di manutenzione programmato dell’arredo urbano di cui l’amministrazione era a conoscenza, risiede nel fatto che le postazioni di raccolta differenziata nel centro storico erano sistematicamente oggetto di conferimenti errati e di un utilizzo non conforme da parte degli utenti, che vi depositavano rifiuti di provenienza domestica, anziché i soli rifiuti minuti da strada. Le postazioni a tre contenitori, pur concepite per favorire la differenziazione dei rifiuti minuti, si erano di fatto trasformate in punti di abbandono indifferenziato, con conseguente degrado igienico ed estetico dei luoghi e vanificazione della finalità per cui erano stati installati. Tale circostanza è stata rilevata ripetutamente anche dalla società incaricata da Auri del controllo sulla regolarità del servizio. L’uso difforme delle postazioni rendeva difficoltoso anche il lavoro dell'operatore addetto alla raccolta, costretto a gestire un rifiuto di fatto indifferenziato e a trasmettere involontariamente un messaggio contrario alla corretta diversificazione dei materiali. In tale contesto, la sostituzione con un unico cestino è stata ritenuta la soluzione più coerente con le effettive modalità di utilizzo delle postazioni, in linea con quanto accade nella maggior parte delle città. Tale intervento ha determinato un miglioramento percepibile dal decoro urbano e una significativa riduzione dei conferimenti non conformi. I cestini smontati e rimossi saranno reimpiegati da Sogepu nell'ambito delle ordinarie attività di manutenzione e sostituzione dell’arredo urbano nel territorio comunale”. E’ quanto ha chiarito in consiglio comunale l’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli, rispondendo all’interrogazione della capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arecaleni, che chiedeva le motivazioni della sostituzione dei cestini per la raccolta differenziata in centro storico. Nel riepilogare quanto osservato in città, la consigliera aveva chiesto conto del perché i contenitori, “montati pochissimi anni fa”, fossero stati cambiati, “pur non apparendo particolarmente deteriorati”. “Vorremmo comprendere quale sia stata la spesa sostenuta all’atto della loro installazione, quanti ne erano stati montati e quanti ne sono stati sostituiti oggi e con quale spesa”, aveva puntualizzato Arcaleni, chiedendo di comprendere se all’epoca del primo montaggio delle postazioni l’amministrazione comunale fosse a conoscenza dell’operazione e se fosse stata richiesta un’autorizzazione alla commissione comunale per la Qualità Architettonica e il Paesaggio. “Sostituire così velocemente dei cestini nel centro storico a pochi anni dalla loro installazione appare un po’ singolare e rischia farci pensare che siano stati pagati due volte per la stessa tipologia di servizio”, aveva concluso la rappresentante di Castello Cambia. L’assessore Mariangeli ha spiegato che “l'installazione di cestini da tre contenitori per la raccolta differenziale risale al 2021 e ha fatto seguito a una proposta di aggiornamento e riqualificazione dell'arredo urbano formulata da Sogepu al Comune di Città di Castello nel 2019, il cui iter era stato sospeso a causa dell'emergenza Covid ed è poi proseguito successivamente”. L’assessore ha riferito che “il costo unitario della precedente fornitura dei cestini a tre contenitori era stato pari a 510 euro per ciascuna postazione, a cui si era aggiunto un costo di installazione, comprensivo di posa di un palo di sostegno, pari a 79 euro ciascuno”. “I cestini a tre contenitori smontati dalle 30 postazioni sono stati recuperati e sono attualmente stoccati presso i depositi della società, essendo le loro caratteristiche tecniche del tutto analoghe a quelle dei cestini in uso nel resto del territorio servito”, ha sottolineato Mariangeli, concludendo: “penso che sotto l'aspetto economico Sogepu sia stata abbastanza virtuosa con questa operazione”. La consigliera Arcaleni ha preso atto della risposta e si è chiesta: “ma quanti cestini abbiamo in magazzino, se abbiamo la disponibilità di poterne sostituire 30 in centro storico? Di quanti contenitori è stata la fornitura del 2019 a cui si fa riferimento e quanto abbiamo speso?”. La rappresentante della minoranza ha quindi chiesto se si tratti dei cestini forniti dalla ditta il cui proprietario ha patteggiato nel processo in corso che coinvolge l’ex amministratore unico di Sogepu. “A me sembra sia stata un'operazione a dir poco leggera e, visto anche che Sogepu non naviga in così in buone acque, abbia comportato uno spreco di denaro pubblico”, ha osservato Arcaleni, chiedendo di chi siano state le responsabilità di un’operazione che poi non si è rivelata funzionale per gli obiettivi della raccolta differenziata. L’assessore Mariangeli ha, quindi, richiamato alla necessaria cautela nella valutazione delle responsabilità a cui un amministratore pubblico, qualsiasi ruolo ricopra, deve attenersi di fronte a vicende oggetto di procedimenti giudiziari che non si sono ancora concluse con una sentenza. La consigliera Arcaleni ha puntualizzato di essersi unicamente riferita a fatti già oggetto delle cronache giudiziarie e già definiti, nel rispetto del ruolo e dei compiti della magistratura.  

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