“Il prestito dello Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello al Metropolitan Museum of Art di New York per la mostra ‘Raphael: sublime poetry’ è un’operazione di eccezionale rilievo culturale, economico e promozionale per Città di Castello, di cui siamo molto orgogliosi e soddisfatti. Grazie al completo restauro che è stato finanziato interamente dal MET ed è stato curato dall’ICR di Roma con l’obiettivo di migliorare la leggibilità e la fruizione nei loro valori tonali e figurativi dei due dipinti che lo costituiscono, oggi lo Stendardo è stato riportato a una bellezza incredibile, con un equilibrio cromatico inedito, con particolari sorprendenti riportati alla luce. Gli approfonditi studi della curatrice dell’esposizione, Carmen Bambach, lo hanno, inoltre, riconosciuto come la prima opera completamente autografa del genio del Rinascimento. Sono risultati che moltiplicano straordinariamente il valore culturale ed economico di questo patrimonio della nostra città, che al MET è ospitato nella prima sala della mostra dedicata a Raffaello, tra le circa 200 opere presenti, di cui 60 prestate dalla nostra meravigliosa Italia. Per tre mesi, all’interno di una delle istituzioni più importanti al mondo, lo Stendardo della Santissima Trinità potrà essere ammirato e conosciuto da visitatori ed esperti provenienti da tutti i continenti. Nei primi giorni di luglio, poi, tornerà a Città di Castello con una bellezza e una notorietà a livello internazionale che rappresenteranno un grande valore aggiunto per la nostra Pinacoteca comunale e per la città. Questa operazione contribuisce a conferire il meritato prestigio a Raffaello e pensiamo, quindi, di aver pienamente raggiunto gli obiettivi di valorizzazione e custodia di un bene culturale di inestimabile pregio che la storia ci ha lasciato”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, rispondendo in consiglio comunale all’interrogazione della capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni sul prestito e sul restauro dello Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello. In aula la rappresentante della minoranza aveva chiesto conto dell’operazione, ricordando in particolare lo stanziamento da parte dell’amministrazione comunale di 28.000 euro nel luglio del 2025 per le prestazioni professionali finalizzate al restauro dell’opera, che poi saranno rimborsati dal MET, e il successivo trasferimento all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, prima del trasferimento a New York. “Quella del prestito a un istituto così importante come il MET, che ha chiesto un’opera della nostra città, è un'operazione accettabilissima e condivisibilissima, che può dare lustro e visibilità a Città di Castello, anche se non è detto che li dia, perché tutto dipenderà da come verrà successivamente gestita l’operazione. Le possibilità comunque ci sono”, aveva sostenuto Arcaleni, che riferendosi al precedente restauro dello Stendardo per la mostra in Pinacoteca comunale “Raffaello giovane e il suo sguardo”, aveva ricordato la previsione all’epoca di un investimento per completare l’intervento di recupero, che poi non si era concretizzato a causa del Covid. “Tutta l’operazione lascia scoperto un aspetto. Perché non si è pensato di portare avanti la decisione di investire quelle risorse che erano già state stanziate per concludere il restauro che era stato avviato dall’ICR?”, aveva domandato la rappresentante di Castello Cambia, aggiungendo: “se lo avessimo completato, ci saremmo probabilmente trovati nella condizione di poter chiedere al MET, in cambio dello Stendardo di Raffaello, un’altra un'opera rinascimentale tra quelle nella disponibilità del museo. Una magari non conosciuta in Italia o comunque non ammirabile in Italia, che potesse dialogare con quelle che abbiamo nella nostra Pinacoteca e potesse richiamare turisti nel periodo del prestito per la mostra in America”. “Dico questo – aveva puntualizzato - perché quella che per il Metropolitan Museum è una mostra temporanea, per noi si è tradotta nella perdita dello Stendardo per un anno intero”. L’assessore Botteghi ha spiegato che “il restauro dello Stendardo, collegato al precedente intervento solamente conservativo effettuato in occasione del Cinquecentenario della morte di Raffaello, non poteva che essere completato presso l'ICR di Roma, che lo aveva iniziato”. “Non c'è stato, però, alcun progetto già finanziato e non portato avanti, nessuno stanziamento per un intervento poi non terminato”, ha puntualizzato Botteghi, chiarendo che “all’epoca furono investiti unicamente circa 10.000 euro, il corrispettivo per le esperte del restauro che si sono recate presso la Pinacoteca per gli interventi fattibili nel nostro museo, vista l’impossibilità di trasportare lo Stendardo all’ICR a causa della pandemia”. “Null'altro è stato previsto, null'altro è stato stanziato, né tantomeno già anticipato per un restauro non fatto”, ha ribadito l’assessore, che ha rimarcato come “il completamento del restauro all’ICR sia stato sovvenzionato dal MET, una cosa che non era affatto scontato potesse avenire e che ci è stata accordata”. “Non c'è nulla che possa sostituire il vuoto che ha lasciato lo Stendardo della Santissima Trinità e la richiesta di un’opera in cambio, che avrebbe comportato per il MET spese in più per una polizza assicurativa, il trasporto aereo, il trasporto via strada da Roma a Città di Castello a fronte dell’investimento già accordato per il restauro, sarebbe stata completamente fuori luogo per rispetto dell'istituzione che avevamo davanti e nel contesto complessivo dell’operazione legata alla mostra a New York”, ha sostenuto Botteghi. Nella sua replica, la consigliera Arcaleni ha preso atto della riposta dell’assessore, ma ha confermato le sue perplessità. “Sareste stati lungimiranti, e questo ve lo avrei riconosciuto – ha detto - se aveste completato il restauro, per il quale continuo a essere convinta che comunque ci fossero soldi stanziati. Vi sareste così intestati il merito del riconoscimento dello Stendardo come prima opera autografa di Raffaello, anziché dover ringraziare gli esperti del MET”. “Non sto criticando l'operazione, ma averla fatta prima avrebbe potuto garantire a questa città, nel periodo del prestito, la disponibilità di un’altra opera al costo che oggi è stato necessario per il restauro”, ha proseguito Arcaleni, che ha aggiunto: “con l’interrogazione chiedevo anche di capire quali sono gli eventi che possono aiutare la nostra Pinacoteca a essere più visitata. A parte Canevari e la sua bella sperimentazione con gli pneumatici, magari potevano essere pensate altre iniziative, invece di aspettare il ritorno di Raffaello”. L’assessore Botteghi ha, allora, replicato: “Quando parlo di cifre, lo faccio confrontandomi con gli uffici, in quanto io nel periodo del precedente restauro non c'ero, non ero un amministratore di questo Comune. Dubito che gli uffici si sbaglino con gli atti alla mano, che sono assolutamente pubblici”. “Per quanto riguarda le iniziative promosse in Pinacoteca – ha continuato l’assessore - le posso rispondere solo questo: io sono in Pinacoteca tutte le settimane a inaugurare eventi. Abbiamo fatto anni di esposizioni, la nostra Pinacoteca esonda di iniziative. A parte Canevari, un artista riconosciuto a livello nazionale e internazionale, in questi mesi abbiamo inaugurato il Centenario di Nuvolo, abbiamo fatto un numero infinito di esposizioni di ogni genere, locali e non, di valore nazionale e internazionale. Non corrisponde assolutamente al vero, quindi, dire che non ci sono eventi espositivi e di valorizzazione della Pinacoteca”.
Botteghi risponde ad Arcaleni (Castello Cambia) sul restauro e sul prestito al MET di New York dello Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello: “Per Città di Castello un’operazione di eccezionale rilievo culturale, economico e promozionale, di cui siamo molto orgogliosi e soddisfatti”
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02 Aprile 26
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