Il consiglio comunale di Città di Castello ha approvato all’unanimità dei presenti (PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione, Lega, FDI, Lista Civica Marinelli Sindaco) la mozione di Alessandra Forini (PD) per il contrasto all’aumento delle rette nelle Rsa e per Il potenziamento dei contributi a sostegno delle famiglie, che è stata emendata accogliendo le proposte del sindaco Luca Secondi, di Valerio Mancini (Lega), Luciana Bassini (Gruppo Misto-Azione), Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) ed Elda Rossi (FDI).
Dispositivo. Con la deliberazione, l’assemblea ha impegnato il sindaco Secondi e la giunta comunale “a farsi parte attiva presso la sedi competenti (Regione, Usl Umbria 1, Conferenza dei Sindaci) affinché vengano bloccati gli aumenti ingiustificati delle rette a carico degli utenti, promuovendo un monitoraggio costante sui costi applicati dagli enti gestori delle strutture”; “ad aumentare i fondi destinati all’integrazione delle rette per gli anziani non autosufficienti, la cui famiglie si trovano in comprovata difficoltà economica, evitando che il Comune si rivalga sui parenti per il recupero delle somme”; “a istituire un tavolo di confronto con le sigle sindacali, le associazioni dei familiari e i gestori della Rsa volto a definire un protocollo che tuteli gli ospiti e valorizzi le qualità del servizio, senza che l’aumento dei costi generali diventi un ostacolo all’accesso alle cure”; “ad attivarsi presso l’Usl Umbria 1 per garantire che l’erogazione della ‘quota sanitaria’ (impegnativa di residenzialità) sia garantita in maniera uniforme, tempestiva, rendendo trasparente il disciplinare per l’attribuzione dei punteggi, rispettando il principio dell’integrazione socio-sanitaria e/o la totale presa in carico della retta da parte del Servizio Sanitario Nazionale, quando vi sia prevalenza della componente sanitaria”. La mozione approvata impegna, inoltre, il consiglio comunale, il sindaco e la giunta “a chiedere celermente la convocazione di un’apposita commissione consiliare per approfondire in modo concreto le questioni oggetto della mozione, nella quale siano invitati ad intervenire i referenti e i rappresentanti delle strutture e delle istituzioni coinvolte, quali Regione Umbria, Usl Umbria 1, servizi sociali comunali, presidente e direttore sanitario dell’Asp Muzi Betti. Ciò allo scopo di informare i consiglieri, approfondendo le problematiche connesse con l’aumento dei costi; lo stato attuale delle liste di attesa degli aventi diritto all’inserimento in Rsa e le modalità del loro scorrimento-aggiornamento; la disponibilità di capienza nelle strutture di altri potenziali utenti; l’analisi dei bisogni di assistenza delle persone anziane, fragili, con patologie croniche e degenerative, per contribuire a trovare soluzioni sempre più efficaci e dignitose nel percorso di assistenza e di sostegno nei confronti dei familiari”. Consiglio comunale, sindaco e giunta sono stati, infine, impegnati anche “ad attivarsi presso la Regione Umbria e l’Usl Umbria 1 affinché siano reperite le risorse necessarie a garantire la piena copertura degli assegni sanitari previsti per le strutture residenziali del Distretto dell’Alto Tevere, con particolare riferimento alla situazione dell’Asp Muzi Betti, verificando le ragioni della mancata copertura di 34 assegni sanitari, rispetto ai 90 previsti dall’accordo contrattuale e individuando le modalità e i tempi del loro ripristino”; “a chiedere il necessario sostegno finanziario per tutti i presidi non farmaceutici, comunque necessari, per tutti i pazienti con patologie specifiche”; “a trasmettere al Governo e alla Regione il testo della mozione”.
Dibattito. La consigliera Forini (PD) ha introdotto la mozione richiamando l’attenzione sul “notevole incremento dei costi delle rette che si sta registrando negli ultimi anni nelle residenze sanitarie assistenziali, aumenti che rendono insostenibile per le famiglie l'ingente carico economico e che si ripercuotono sui redditi di anziani, di persone non autosufficienti e persino su quelle dei loro familiari”. “E’ questo il contesto – ha detto la rappresentante della maggioranza – in cui una delle nostre più importanti strutture locali, l’Asp Muzi Betti, ha comunicato ai familiari un cospicuo aumento delle rette a partire dallo scorso mese di giugno, che passeranno dagli attuali 3.150 euro a 3.300 euro mensili. Di fatto la degenza in una struttura Rsa va a costare 110 euro al giorno”. Forini ha evidenziato come “la nostra Usl Umbria 1 sia tra quelle maggiormente in difficoltà, tanto che parrebbero bloccate le liste di accesso dei ricoveri in convenzione, nonostante da parte delle strutture accreditate e convenzionate vi siano ancora numerosi posti liberi”. “Alla Muzi Betti, in particolare, mi risulta che ce ne siano circa 40 da destinare a potenziali utenti che sono già stati riconosciuti quali aventi diritto”, ha puntualizzato la consigliera del PD, che ha ritenuto necessario l’intervento del Comune di Città di Castello. “I comuni, infatti – ha rilevato - hanno un ruolo centrale nella programmazione delle politiche sociali e sanitarie territoriali, quindi anche in tema di RSA. È per questo che si chiede l'impegno del sindaco e della giunta a farsi parte attiva presso le sedi competenti: Regione, USL Umbria 1, Conferenza dei sindaci, ma mi verrebbe da dire anche il Garante per le Persone con Disabilità, che mi risulta essere stato recentemente nominato”. Il capogruppo della Lega Mancini ha condiviso gli obiettivi della mozione, rimarcando la gratitudine a chi lavora nelle Rsa, ma anche come “nel caso delle Asp la forma giuridica rappresenti un ostacolo ai sostegni finanziari pubblici, una cosa assurda perché svolgono funzioni vitali per le comunità”. “In queste strutture gli ospiti sono trattati egregiamente, non finiscono in ospedale dove un giorno di ricovero costa 500 euro. Allora, siccome queste strutture fanno risparmiare soldi al sistema sanitario regionale, è giusto che si contribuisca al sostegno delle persone che sono lì, ma è anche giusto che non succeda più che le famiglie siano chiamate a integrare l’assistenza, con presidi non farmaceutici come bendaggi, ma anche creme e colliri che non sono previsti per gli ospiti”, ha eccepito il rappresentante della minoranza. Mancini ha, quindi, richiamato l’attenzione sul fatto che “alla problematica dell’aumento delle rette si sommi, purtroppo, la circostanza che l’Usl Umbria 1, per problemi di bilancio, non sfrutti tutti i posti convenzionati. Un fatto che non dobbiamo consentire, perché la gestione di persone anziane con gravi disabilità è l'elemento primario di difficoltà delle famiglie”. Il consigliere, pertanto, ha proposto alla collega Forini di “emendare il dispositivo della mozione con la richiesta che si dia immediatamente seguito alla copertura dei posti convenzionati, impegnando sindaco e giunta anche a trasmettere la deliberazione al Governo e alla Regione, perché si arrivi a finanziare le Asp con programmazioni triennali”. D’accordo con la mozione anche la consigliera Bassini (Gruppo misto-Azione), che ha osservato: “La Regione si è attivata, mi sembra qualche tempo fa, per recuperare e aumentare un po' i fondi, ma tutto questo ancora non si è visto e non è stato chiarito”. “Emenderei la mozione – ha proseguito – precisando che l'amministrazione comunale deve comunque essere presente e si deve impegnare sempre di più su questa problematica. Perché è vero che è una problematica regionale, ma le persone che in questo momento sono all'interno delle nostre RSA sono persone del nostro territorio, quindi a loro va data più attenzione possibile. L'aumento delle rette, infatti, mette in difficoltà estrema tantissime famiglie. Quindi questo è un argomento sicuramente da portare in commissione, è un argomento da capire meglio, da non lasciare cadere oggi in quest'aula, perché siamo tutti convinti del fatto che è una questione che va risolta In qualche modo”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la capogruppo di Castello Cambia Arcaleni, che, nel far presente l’esigenza di guardare in modo ampio, ben oltre le sole Rsa, alle necessità degli anziani, ha sostenuto: “è importante in commissione sia presente anche il livello regionale, perché è quello che sceglie, che prende politicamente posizione e alloca le risorse. Questa infatti è una questione di allocazione di risorse e di scelta politica”. Nel richiamare dati sull’Altotevere che descrivono l’aumento esponenziale della popolazione anziana e le corpose liste di attesa del comprensorio, Arcaleni ha fatto il punto sugli stanziamenti per le politiche a sostegno dei bisogni degli anziani e delle strutture assistenziali (nel 2026 56 milioni del Governo, più 33 milioni da parte della Regione per il triennio 2026-2028), sostenendo: “Ci sono risorse, ma cosa serve? Metterle a terra, quindi deliberare, firmare per la loro allocazione e serve che l’Usl Umbria 1 lavori in questa direzione”. “Penso, pertanto, che potremmo inserire nel dispositivo della mozione la necessità di garantire, con particolare riferimento alla Muzi Betti, la copertura dei 34 assegni sanitari mancanti rispetto ai 90 previsti dall'accordo contrattuale. Cominciamo a dire che ci mancano queste coperture, che mi sembra una cosa specifica, cominciamo a interloquire con la Regione per portare le risorse necessarie in questo territorio”. La rappresentante della minoranza ha quindi invitato anche a precisare ulteriormente la richiesta di trasparenza nella gestione dei posti nelle Rsa. “Bisogna rendere pubblico il disciplinare per l'attribuzione dei punteggi e per la definizione della graduatoria, che non è accettabile sia coperto, sia oscurato, sia opaco”. A condividere la necessità che nella commissione consiliare che si riunirà sul tema “siano invitati ad intervenire i referenti delle strutture e istituzioni coinvolte”, è stata la capogruppo di FDI Rossi. “Dovremmo esplicitare l’esigenza che sia presente la Regione, che stabilisce il quadro normativo, i requisiti, rilascia e modifica le autorizzazioni, ma anche l’Usl Umbria 1, perché è quella che interviene nella parte sanitaria, importante e fondamentale”, ha puntualizzato la rappresentante della minoranza. A prendere la parola è stato, infine, il sindaco Secondi, che ha sottolineato: “Le Rsa del nostro territorio stanno compiendo sforzi enormi e le voglio ringraziare. Ringrazio in particolare la Muzi Betti perché sta cercando di arginare una necessità come l’assistenza degli anziani non autosufficienti, che è veramente impellente, preponderante, anche in relazione a una crescente esigenza demografica. Uno sforzo che non è aiutato dalla natura giuridica di Asp, che, ad esempio, le ha impedito di beneficiare dei fondi del PNRR”. “Eppure – ha proseguito il sindaco - sono stati garantiti interventi dal punto di vista strutturale, ma anche del personale. Voglio ricordare che la Muzi Betti è passata da una gestione dei dipendenti con il contratto degli enti locali a una gestione con contratto sanitario, migliorando anche le condizioni organizzative interne della struttura. Ora si stanno implementando anche degli investimenti, grazie a donazioni, per migliorare la struttura stessa”. Secondi ha, quindi, rimarcato che “L’interlocutore diretto che dobbiamo avere, a cui ci dobbiamo rivolgere, è la Regione. La richiesta di un confronto istituzionale in commissione con la Regione ci vede al fianco delle strutture del territorio, al fianco della Muzi Betti, proprio per implementare le soluzioni alle esigenze che la nostra Asp è in grado di offrire, perché è una struttura che ha la capacità di dare queste risposte all’utenza e quindi deve essere sostenuta”. Il primo cittadino ha infatti chiarito: “E’ vero che una delle priorità del nostro territorio è quella di implementare i posti convenzionati: è ciò che va incontro alle necessità dei cittadini, ma è anche ciò che permette anche alle istituzioni locali, ai Comuni, di intervenire. Infatti, è nel momento in cui c'è un soggetto che entra in struttura in convenzione e non ha le capacità economiche di coprire la retta che l’istituzione, quindi la Zona Sociale 1 in questo caso, può intervenire. La possibilità stessa che i Comuni possano partecipare, quindi, è sempre collegata alla possibilità di allargare le maglie della disponibilità di posti a livello sanitario”. Per Secondi, però, il confronto con la Regione dovrà essere anche più ampio. “Il tema della struttura protetta è fondamentale, ma – ha spiegato il sindaco - nella fase di redazione del piano sociosanitario regionale e di allocazione delle risorse in cui ci troviamo non può assorbire tutta la problematica della gestione della non autosufficienza della terza età. L’istituzionalizzazione deve infatti essere considerata l'aspetto residuale, l’ultima soluzione. Prima serve intervenire sull'assistenza domiciliare, quindi sul mondo dei caregiver, sul mondo dell'assistenza professionale nei confronti di chi può riuscire a dare una soluzione a casa, ma anche sulle strutture intermedie, come i centri diurni”. In conclusione di dibattito, la consigliera Forini ha accolto le proposte di integrazione della mozione, rimarcando la necessità di approvarla per dare un contributo concreto alla soluzione delle problematiche sollevate.