A due anni dalla conclusione dei lavori di digitalizzazione, è stato pubblicato in Internet Culturale, il servizio a cura dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU), che raccoglie i cataloghi e le collezioni digitali delle biblioteche italiane, tutto il materiale selezionato in occasione del progetto “Agenda urbana, Città di Castello Alto Tevere smart”. Il progetto ha richiesto un lungo lavoro di scansionatura (sono state eseguite complessivamente circa 112.000 scansioni, effettuate tramite scanner speciali trasferiti in biblioteca da parte della ditta che ha eseguito i lavori, la Made word di Firenze, specializzata in questo tipo di servizi) e molto lunghi sono stati i tempi necessari alla loro pubblicazione da parte dell’Istituto centrale per il catalogo unico (ICCU), oberata dai numerosi progetti avviati in tutta Italia grazie ai fondi resi disponibili con il PNRR. “La conclusione del lavoro e la pubblicazione finale – dichiara l’assessore alla Cultura, Michela Botteghi - rendono finalmente fruibile a tutti gli studiosi una parte consistente e significativa del ricco materiale bibliografico e documentario conservato presso la Biblioteca Carducci e la Fondazione Centro studi di Villa Montesca, che può essere comodamente consultato da qualsiasi dispositivo collegato alla rete Internet, alla pagina https://www.internetculturale.it/. Altro fattore non strettamente collegato alla fruizione ma di importanza non secondaria è la realizzazione del progetto che contribuirà alla salvaguardia di documenti anche molto antichi e spesso fragili, la cui consultazione fisica e conseguente manipolazione ne comprometterebbero inevitabilmente l’integrità”. “Nella scelta della documentazione individuata per il progetto – precisano Patrizia Montani (responsabile del servizio) e Silvia Palazzi, bibliotecaria - si è deciso di privilegiare quella ritenuta più significativa per ricostruire la storia politica, sociale e culturale di Città di Castello e del territorio circostante e dunque di maggior interesse per gli studiosi e gli appassionati di storia locale. Si tratta di documenti alquanto eterogenei, comprendenti manoscritti, monografie e periodici a stampa, carte geografiche, manoscritti musicali e antifonari, prodotti nell’arco di tempo compreso tra il XIII e il XX secolo. Per quanto riguarda i manoscritti si è deciso di procedere prioritariamente con i volumi delle Riformanze, (dette anche Annali), ovvero la raccolte delle deliberazioni, dei decreti, dei verbali delle riunioni, in una parola il resoconto di tutta l’attività degli organi che si sono avvicendati alla guida politica e amministrativa della città e del territorio su cui essa ha esteso la propria giurisdizione, che vanno dal 1336 al 1817. Si tratta di fonti di grande interesse – proseguono - che documentano la vita amministrativa, le leggi e i dibattiti politici della comunità, e costituiscono quindi una documentazione imprescindibile per ricostruirne le vicende storiche”. Rientrano in questa tipologia di documenti, inoltre, gli Statuti del Comune risalenti ai secc. XIV e XVI e due Statuti dell’Arte del Calzolari di Città di Castello (1562 e 1628), una lettera autografa di Giosuè Carducci indirizzata all’amministrazione comunale in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, un Dizionario italiano-latino del 1390, nonché undici antifonari, databili tra la fine del XIII secolo e i primi anni del XV e acquisiti in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e alla successiva confisca dei loro beni da parte dello Stato liberale. I documenti a stampa comprendono trentuno periodici locali, di grande interesse per ricostruire la vita politica e culturale della città e del territorio nel periodo compreso tra la seconda metà del XIX secolo e il secondo dopoguerra e 47 monografie del Fondo Antico, Sezione locale, pubblicate tra il XVI e il XVIII secolo. Rientrano inoltre in questo raggruppamento quattro carte geografiche che testimoniano l’evoluzione urbanistica di Città di Castello dal XVII al XVIII secolo. “Accanto alla documentazione appena descritta, tutta conservata presso la biblioteca comunale Carducci – concludono le referenti del servizio - si è deciso, in una seconda fase, di procedere alla digitalizzazione di altro materiale di grande interesse per la storia dell’Alta valle del Tevere, vale a dire una selezione del fondo bibliografico e documentario proveniente dalla Biblioteca dei baroni Leopoldo Franchetti e Alice Hallgarten Franchetti, conservata fino al 2011 presso la biblioteca comunale Carducci e successivamente trasferito presso la Fondazione Centro studi Villa Montesca. Della ricca biblioteca dei Franchetti, testimonianza fedele degli interessi e delle letture tipiche di due figure di intellettuali cosmopoliti e poliglotti di fine Ottocento e primo Novecento, si è deciso di privilegiare i volumi riguardanti i temi che più interessavano Alice: l’educazione, l’emancipazione della donna, la spiritualità, i fermenti di rinnovamento religioso che scossero il mondo cattolico nei primi anni del secolo scorso, anche perché è soprattutto sullo straordinario esperimento pedagogico avviato nel 1901 con le scuole rurali gratuite destinate ai figli dei contadini che si focalizza l’interesse degli studiosi. Accanto ai libri sono stati digitalizzati alcuni dei materiali – quaderni, registri, giornali di classe, piantine delle scuole, disegni ed elaborati realizzati dai bambini e considerazioni delle insegnanti - provenienti dalle due scuole rurali di Montesca e Rovigliano e selezionati dal Centro Studi Villa Montesca, che restituiscono con grande freschezza la straordinaria modernità dei metodi di insegnamento adottati, legati all’osservazione diretta della natura, alla sperimentazione, all’insegnamento pratico”. Maggiori informazioni e dettagli possono essere richiesti direttamente al personale della biblioteca.
Il materiale bibliografico e documentario della Biblioteca Carducci e della Fondazione Centro studi di Villa Montesca può essere consultato da qualsiasi dispositivo collegato a Internet grazie alla digitalizzazione degli archivi
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Data:
11 Luglio 26
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