Il Tar dell’Umbria dà ragione al Comune di Città di Castello: annullati i provvedimenti sul dimensionamento scolastico per l’anno 2026-2027 

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29 Maggio 26

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“Il Tar dell’Umbria ha dato ragione al Comune di Città di Castello sul dimensionamento scolastico: il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso proposto dall’amministrazione comunale, sostenuto ad adiuvandum dalla Regione, dal movimento dei genitori e dai sindacati di categoria della scuola, e ha annullato il decreto del commissario ad acta n. 60 del 27 gennaio 2026 ed il decreto n. 62 del 28 gennaio 2026 del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria. Il dimensionamento scolastico non avrà, quindi, alcun effetto”. E’ quanto annunciano il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri, dando notizia della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria che è stata pubblicata stamattina. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso per l’annullamento dei provvedimenti adottati dal commissario ad acta e dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, in entrambe le vesti Ernesto Pellecchia, che a Città di Castello disponevano l’accorpamento della sede di via Collodi dell’Istituto di istruzione secondaria di primo grado “Alighieri-Pascoli” alla Direzione didattica del 1° Circolo e della sede di via della Tina del medesimo istituto alla Direzione didattica del 2° Circolo. Con una motivazione ampia ed esaustiva, il Tar dell’Umbria ha riconosciuto in particolare la fondatezza del quarto e del quinto motivo di ricorso, con i quali il Comune aveva denunciato che il commissario ad acta si era reso responsabile di “mal governo del potere assegnatogli, in violazione dei principi di proporzionalità e di conservazione degli atti” e che i provvedimenti adottati erano “viziati per eccesso di potere per carenza d’istruttoria e di motivazione. “I giudici hanno convenuto che la decisione di effettuare nuove scelte di dimensionamento, differenti rispetto a quelle operate dalla Regione, avrebbe richiesto un onere istruttorio e motivazionale rafforzato, non soddisfatto nei provvedimenti adottati”, sottolineano Secondi e Guerri. “Le nostre istanze erano quindi fondate e sono state pienamente riconosciute come legittime e giuste”, puntualizzano sindaco e assessore. “Oggi – proseguono - possiamo dire che giustizia è fatta per la nostra comunità educante, che si è mobilitata in modo straordinario con i genitori e il personale della scuola al fianco dell’amministrazione, e per l’istituto Alighieri-Pascoli, che è salvo e non sarà smembrato. Siamo riconoscenti a tutti coloro che, con fiducia, forza di volontà e grande spirito di condivisione, per mesi si sono messi a disposizione di questa battaglia di dignità per il futuro dei nostri ragazzi: la sentenza del Tar è una vittoria di tutta la città ed è un riconoscimento davvero importante a tutela del diritto allo studio e della qualità del diritto allo studio”. Secondi e Guerri rivolgono “un ringraziamento sentito all’avvocato Francesco Augusto De Matteis, che ha rappresentato in giudizio il Comune di Città di Castello, alla Regione, ai sindacati, ma soprattutto all’intera comunità educante di Città di Castello, ai genitori rappresentanti dall’avvocato Alessio Tomassucci, ai dirigenti, agli insegnanti, al personale ATA e a tutti i cittadini che si sono riuniti e stretti attorno alla difesa del nostro sistema scolastico. Una bellissima dimostrazione di quanto la comunità di Città di Castello tenga a un’istruzione di qualità e sappia mobilitarsi a sua difesa”.

 

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